ASIAGO opera ridotta

Asiago

Chi abita nella pianura appena può viene a respirare l’impalpabile purezza dell’aria altopianese.
Qui la gente preserva gelosamente boschi e tradizioni.

Saliamo dai tortuosi tornanti di Pedescala.
Un’aquila sorvola le nostre teste. Guarda dall’alto chi passa sulle sue terre mentre cerca del cibo.
Caprioli, tassi e volpi passeggiano sui prati.
Nell’andare verso Asiago ci cullano i declivi di una strada raramente piana immersa in una tranquillità che, nel nostro vivere frenetico, abbiamo perduto. Ritroviamo la serenità.

Lungo il percorso intravediamo la campagna di Rotzo, le aperture di Mezzaselva e i poliedrici paesaggi di Roana, inanellate nella Riviera dell’Altopiano dei Sette Comuni.

Durante le nostre tappe sentiamo alcune testimonianze sull’esperienza che Vaia ha lasciato nei cuori di chi ci abita.

I racconti si sormontano. Le contrade ed i paesi rimasero immersi in un silenzio indicibile dopo che il vento spazzò via la luce da ogni luogo e con essa l’impossibilità di comunicare con chiunque che non fosse della famiglia, della comunità vicina.

Il Sindaco di Asiago e la Giunta si riunirono in Sala Consiliare, illuminati dalla oca luce delle candele, per coordinare i soccorsi.

La mattina si scoprì che il vento si era mangiato chilometri di bosco.

Ad un anno di distanza la cicatrice è ancora fresca e lo rimarrà per molte altre decine di anni.

Tutti i paesi dell’Altopiano hanno subìto danni e perdite. Per stimolare una ri essione sulle fratture e sulla nostra fragilità, Asiago ospita una mostra, non commemorativa nè documentaristica, sul nostro “essere Natura”.

Movenze di colori e geometrie dai ricordi nordici. Asiago l’eclettica s la i suoi stili tra le vie del centro storico.
Ricama racconti con linee che si avviluppano nei suoi plastici edi ci.

Dal novecento al Liberty, dal oreale al geometrico. I decori si sormontano in un dialogo poliedrico concentrato sul suo stesso movimento creativo.

Asiago si anima così di fascianti colori.
Sembra voglia mantenere sempre presente la sua eleganza attraverso l’esternazione per il piacente ed il bello.

I colori della terra e del cielo ispirano campiture.

Terra, animali ed alberi sono il cuore di questo popolo.
A ne ottocento questa terra così salubre diventò meta turistica tra le più ambite del Veneto.

I gusti dei prodotti delle oltre 100 malghe di alpeggio restano impressi e stupiscono aprendo i sensi a sapori dimenticati.
Sembrano passati secoli da quando il rapporto con il genuino era costante quotidianità.

Qui le tradizioni si preservano gelosamente. Il legno è declinato in tutte le sue manifestazioni naturali.

Asiago non è un crocevia ma una meta.
Un luogo da scoprire con quella lentezza e con quella calma che ci fa solo bene ritrovare.

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