Hotel Croce Bianca desaturata 9x10

Croce Bianca

Lo storico hotel nel cuore di Asiago

Asiago ancora una volta si corona di un esempio di mecenatismo che fa onore a tutte le donne impegnate nella salvaguardia della cultura storica del territorio.

Elisabetta Rossi, notaio, è una donna che ha vissuto a piene mani coltivando da sempre la cultura dell’arte. Oggi ha voluto dare nuova energia ad un albergo simbolo, contenitore di valori, da preservare e custodire. Il desiderio di sostenere bellezza e valori artistici della sua città ha prevalso sulla mera speculazione. Elisabetta incarna sicuramente il coraggio di una donna, che nel fare impresa, si apre a nuove prospettive.

Non ero mai entrato prima alla Croce Bianca. Mi sono sorpreso. Non immaginavo esistesse ad Asiago un luogo simile. Io e Alessandra, appena varcata la soglia, ci siamo risvegliati in un tempo sospeso, negli anni venti, immersi in pieno periodo Liberty. L’incanto e lo stupore hanno accolto il nostro silenzioso passaggio.

Il resto dell’atmosfera è tutta da scoprire, così come la storia di questa antica dimora classificata come ‘Residenza d’Epoca’.

“qui doveva esserci… la Croce Bianca dove soggiornavano le persone importanti…”

(Da “L’anno della vittoria” di Mario Rigoni Stern)

Facciamo un tuffo nel passato… torniamo al 1919, l’anno della Vittoria, quando Asiago ridotta ad un cumulo di macerie e i profugati che tornano al loro paese a stento riconoscono la città. Vanno alla ricerca di alcuni punti di riferimento, quasi astratte coordinate per ricostruire mentalmente una geografia stravolta.

La Croce Bianca, completamente distrutta dalle bombe del primo conflitto mondiale, fu tra i primi edifici ad essere ricostruiti: la desolazione di un paese raso al suolo venne cancellata da un intervento ambizioso, per l’epoca, in stile Liberty, che voleva essere di stimolo per la città, orfana di un’identità architettonica.

L’entusiasmo della ricostruzione volle infondere uno stile europeo per un simbolo del turismo d’élite.

Nella memoria degli asiaghesi i suoi saloni delle feste sono sempre stati associati a momenti di gioia e convivialità, un fulcro della vita mondana. L’atmosfera di Asiago nella prima notte del XX secolo descritta ne “La storia di Tönle”.

“…alla Croce Bianca e per tutte le osterie era un vai e vieni allegro, un richiamarsi, un invitarsi l’un l’altro a bere e a mangiare come mai in nessuna altra festa era capitato”.

(Da “La storia di Tönle” di Mario Rigoni Stern)

Chi varca la soglia del Croce Bianca, si risveglia in un tempo sospeso, negli anni venti. Vengono subito in mente le immagini evocate da Mario Rigoni Stern e una fredda serata romantica di Asiago di tanti anni fa.

“Fu qui che la conobbe. Durante una discesa l’aveva vista cadere fuori dalla pista sollevando una nuvola di neve farinosa. “Questa sera viene al ballo della Croce Bianca?” Non credeva di rivederla, ma quando la festa era già avviata la vide comparire. Senza la tenuta da sci, ora, in quel vestito, appariva leggera, luminosa e sorridente. Ballarono…

(Da “Aspettando l’alba”, “Sulle nevi di gennaio”)

Nel centenario della sua ricostruzione l’albergo è ancora sapientemente conservato ed ora è pronto a raccontare nuove storie. Chi non vorrebbe passare qualche giorno immerso in un’atmosfera in grado di fermare il tempo e proiettarsi su dimensioni paralelle degne della più immaginifica delle teorie quantistiche?

Questo albergo, nella sua celebre storia sa evocare e far rinascere emozioni impossibili da ritrovare se non nelle antiche dimore di qualche grande città d’arte. Quelle che preferisco, quelle che ti lasciano il senso della quiete, dove poter restare con te stesso e fare quattro chiacchiere con quel tuo io che avevi perso nella distratta vita di ogni giorno.

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