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Il legno di Vaia

Sono tra i sostenitori del progetto Il senso di Vaia, un’iniziativa editoriale assieme ad un’installazione museale, corredata da interventi formativi nelle scuole, nata dalla collaborazione tra Paolo Ceola, artista e Alessandra Pagano, curatrice editoriale. Un impegno comune a divulgare la cultura dell’ecologia profonda attraverso il linguaggio artistico e l’amore per il territorio che ci ospita.

Uno dei temi principali dell’esposizione Il senso di Vaia sono gli Alberi d’oro, uno sguardo simbolico alla preziosità del regno vegetale.

L’amore per il legno ha radici profonde nella famiglia Pesavento, qual’è la vostra storia?

La nostra tradizione risale al 1868 nell’antica sede a S.Pietro Valdastico ai piedi del meraviglioso Altopiano dei Sette Comuni.

Dal 1972 abbiamo sede a S.Vito di Leguzzano lungo la provinciale che porta a Vicenza.

Siete molto presenti sui boschi colpiti da Vaia. Quale processo segue il recupero del legno?

Raccogliamo il legname direttamente nei nostri boschi dove ora Vaia ha lasciato una cicatrice profonda. Con la massima cura lo portiamo nella nostra segheria dove lo tagliamo, lo essicchiamo e lo sterilizziamo nei forni ecosostenibili alimentati a biomassa.

Successivamente lo rendiamo nobile spazzolandolo, vaporizzandolo e impregnandolo con prodotti ecologici e finiture a richiesta.

Abbiamo adottato la certificazione PEFC che garantisce la rintracciabilità del nostro legname attraverso la catena di custodia forestale, mentre per imballi da esportazione osserviamo la marchiatura ISPM-15 FAO.

Qual’è il vostro “senso di Vaia”?

Prendiamo spunto dalla devastazione della tempesta Vaia per seminare buoni sentimenti nelle nuove generazioni educandole ad amare e proteggere l’immenso patrimonio naturale che ci circonda.

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